Lettere dall’Everest

In riassortimento

Il ritrovamento del corpo di George Mallory sui pendii sottostanti la cresta Nord-est dell’Everest (1999) ha
richiamato l’attenzione generale su questo alpinista, che prima di allora si poteva dire ‘ben noto’ solo negli
ambienti alpinistici di oltre Manica. Da noi quel certo auto-isolamento dell’alpinismo britannico negli anni
del maggiore sviluppo di quello continentale, tra le due guerre mondiali, aveva fatto sì che la figura di Mallory rimanesse avvolta nell’alone di leggenda creato dalla sua misteriosa scomparsa presso la vetta dell’Everest.

“Non si tratta di pretendere che tutte le montagne siano sempre belle. Il Chomolari (circa 7300 m), che si innalza d’un sol getto dalla pianura a 3000 metri sopra di noi, era certamente una vista terrificante, sbalorditiva e magnifica, ma nella piena luce del giorno per quanto si possa essere attratti dalle sue rupi
prodigiose non se ne è affascinati, si rimane freddi e piuttosto atterriti. Invece nella luce della sera questa regione può essere bella, con montagne nevose e tutto il resto: l’asprezza è domata, le ombre ammorbidiscono i pendii, vi è un mescolarsi di linee e di pieghe fino all’ultima luce, e si arriva perfino ad apprezzare la nudità assoluta, sentendo che qui vi è una pura bellezza di forme, una specie di armonia definitiva.”

Codice ISBN
9788897795315
Pubblicazione
Marzo 2017
Curatori
Giovanni Rossi
Numero di pagine
170
Andrea Bocchiola

Tematiche

Montagna

Parole chiave