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Ecorisveglio
28/05/08
La Scarpetta di Venere di Corinna Bille
Tarara’ ha pubblicato questo romanzo giallo… come una scarpa da ballerina
Una trama eccentrica e complicata accompagnata da un linguaggio sperimentale: è l’autrice del romanzo, Corinna Bille, che delinea i tratti dell’opera. La Scarpetta di Venere, orchidea alpina rarissima, il cui fiore giallo assomiglia ad una pantofolina da ballerina, è il titolo emblematico che raccoglie in sé l’essenza del libro. La storia si snoda nell’arco di alcuni mesi nel Canton Vallese, nel villaggio di Maldouraz, tenacemente abbarbicato sopra il costone di un’alta e ostile montagna. Protagonista inconsapevole uno straniero, Martin Lomense, il quale un giorno di novembre, passeggiando lungo le rive del Rodano, scorge una donna anziana e barcollante e la salva dai flutti nei quali probabilmente voleva annegare. La donna, di pochissime e strane parole, dice di chiamarsi Désirée Barmaz e senza spiegare il motivo del gesto si avvia immediatamente verso casa. Il goffo studente Martin, incredibilmente affascinato, la segue. Giungono al paese montano il giorno delle nozze del vecchio amante della donna, Grégoire, con una ballerina francese zoppa Barà Landelle, la quale fugge dal suo sposo la sera stessa. Martin rimane al villaggio, ospite spesso indesiderato della donna che ha salvato. I dialoghi scarni, tipici della gente di montagna e la preziosa descrizione verista dell’ambiente e della vita agreste, intrisa di religiosità e riti pagani, sveleranno pian piano tutti i segreti della comunità. Un crescendo di emozioni, come il ritorno forzato della fuggitiva con in grembo un figlio illegittimo, trasporterà il lettore nel susseguirsi di stagioni, dall’autunno alla primavera, che risveglierà anche truci passioni ancestrali per giungere all’inaspettato epilogo finale.
Cecilia Marone
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