"A enorme velocità il treno si dirige verso il centro del monte, e appena è arrivato al centro si allontana dal centro."
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laRegioneTicino
29/11/01
Poesia, Alpi, silenzi
Tradotto Chappaz
A piedi nudi
"E tutto ricomincia e si assomiglia in una maniera completamente diversa. Le nostre mani hanno sempre un odore di mucca, di abete; sempre le scarpe grattano o snidano le pietre, la neve. Una lunga lentezza si muove. La luna sfugge sulle stalle sfiorate da sfilze di salti di lepri. Inverno, primavera. Le montagne si dileguano. L'inverno si inerpica. Lo seguono, si fermano."

Si deve alla piccola e tenace casa editrice Tararà, di Verbania, la prima traduzione italiana (a vent'anni dalla precedente) di un'opera di Maurice Chappaz. Benvenuta. Vallese-Tibet -Icona dei contadini di montagna (collana 'di monte in monte', con testo a fronte; pagg. 71, £ 15.000) è un piccolo e prezioso saggio della scrittura di questo defilato poeta della montagna.

Osservazione e trasfigurazione sono forse gli elementi portanti del suo registro, figlio dei silenzi dell'alta montagna e affinato nelle lunghe peregrinazioni a cui Chappaz ha dedicato una parte importante della propria vita.

I contadini, questa gente di terra, questi isolani sparsi sul corpo delle Alpi.

Le stagioni: la Genesi ci segue sempre.

Le religioni. "Le nostre orecchie allora lasciavano entrare come raffiche di vento il latino, più vicino alla nostra oralità del francese. E si sarebbe detto che fossero stati i contadini a generare la religione di cui erano impregnati. E quel vecchio gregoriano: l'anima, l'acqua e l'erba come un cristallo mormorante. La frattura con il sacro, con l'invisibile, si scorgeva appena".

E l'acqua: la straordinaria rete di canali incisi o sospesi sulla roccia (costruiti come cattedrali), per condurla dal ghiacciaio alla vigna. Acqua fonte di vita (mer/merè: ci può giocare solo il francese) come rivela la bella immagine della donna uccisa dalla peste nei secoli in cui c'era la peste: una certa Marie Rosset che "veniva trasportata morta su un carro che ebbe un sobbalzo prima di arrivare al cimitero e lasciò cadere Marie nel canale che fiancheggiava la strada. L'acqua la richiamò alla vita. Il liquido proveniva dall'audace canale dei Brenliers che taglia alte rocce a strapiombo".

Straordinaria finezza: non fu il cadavere della povera appestata a infettare l'acqua, ma fu questa a ridarle la vita. La poesia è più forte del contagio.
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