| laRegioneTicino |
| 13/09/07 |
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| Gloria e disgrazia |
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Anche Edward S. Kennedy, che era uno di quegli inglesi con il loro understatement e tutte quelle cose d’epoca, scrisse di un ‘picco glorioso’. Scriveva del Disgrazia, ed era il 1862, anno della sua prima salita a quella gran montagna delle Alpi centrali. Sua, con Leslie Stephen, Thomas Fox e la grande guida Melchior Anderegg. «Ascent of Monte Disgrazia», l’articolo che narrava l’impresa fu pubblicato sul primo numero dell’Alpine Journal, nel 1863; e oggi, insieme ad altri testi coevi e successivi (a cui è affidata la scansione delle successive ‘prime’ alla vetta) è raccolto sotto il titolo Il picco glorioso, ultimo titolo della collana di monte in monte delle edizioni Tararà (a cura di Giovanni Rossi, pp. 122, € 14). Il Disgrazia, cima per altezza secondaria rispetto ai colossi alpini (3676 metri), aveva ben presto attratto sguardi e desideri degli alpinisti, inglesi manco a dirlo, che in quello scorcio di secolo si sfiancavano nella ‘conquista’ di ogni corrugamento della crosta terrestre. Lo vedevano quasi sempre provenendo da nord, da quelle cime o dai valichi dell’Engadina che già allora mieteva le proprie fortune turistiche. E da nord, il Disgrazia non aveva nulla da cedere ai più celebri colossi alpini. Passi per il nome: non c’entra la sfortuna, ma una derivazione dialettale della lombarda Val Malenco, che indicava in desgracia i pascoli più alti, al cospetto dei ghiacciai che davano magnificenza alla montagna.
I ghiacciai, appunto. Il vanto del Disgrazia diventa di anno in anno l’immagine crudele del suo declino. Addio parete nord, addio distese glaciali. Oggi, la cresta percorsa a suo tempo da Kennedy e compagni è, d’estate, un lungo crinale di massi instabili, privato della neve e del ghiaccio che lo vestivano d’eleganza e ne saldavano assieme le parti pericolanti.
A dare sostanza scientifica a queste nostalgie di riporto e a rettificare le apocalissi da scrivania provvede, introducendo il libro, Claudio Smiraglia. Il suo breve saggio sulla trasformazione dei ghiacciai alpini dà la misura di cosa ci aspetta. Salire il Disgrazia finché si è in tempo. Leggere Il picco glorioso per capire che il tempo, ormai, è scaduto.
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| Erminio Ferrari |
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