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laRegioneTicino
20/12/06
Andar per monti sui sentieri delle idee
La Storia
Se è vero che l’alpinismo nacque anche sulla spinta dei geologi che, a partire dal diciottesimo secolo si avventurarono sulle Alpi, cercandovi le origini minerali del mondo, gli interrogativi sull’origine delle montagne datavano già allora da secoli. Le ipotesi, letterariamente suggestive, avevano fondamenti scientifici perlomeno fantasiosi; ma di molto di ciò che oggi ci pare sensato si dirà lo stesso di qui a cinquecento anni...
La prima opera a stampa interamente dedicata all’orogenesi è del 1561, quel De montium origine, di Valerio Faenzi, dell’Ordine dei predicatori presso l’Accademia veneta, ripubblicato ora da Tararà, con testo latino a fronte, nella collana “di monte in monte”, a cura di Paolo Macini e Ezio Mesini (la prefazione alla nuova edizione è del cardinale Georges Cottier, domenicano come Faenzi). Faenzi, secondo un modulo sperimentato, scrisse il suo trattato in forma di dialogo. Una erudita conversazione tra Camillo e Ridolfi, inscenata sulla riva veneta del Lago di Garda, al termine di una giornata di pesca. Il testo di Faenzi è in realtà una sorta di summa dello scibile fino ad allora disponibile sull’argomento, uno sfoggio di erudizione che attinge a Plinio, Seneca e naturalmente Aristotele. Perché allora erano i filosofi a spiegare il mondo: fisico e metafisico con medesima scienza. E soprattutto perché di mettersi a studiare i monti percorrendoli con “metodo” non era ancora in uso, o era appannaggio di altre figure. Non a caso, delle Alpi che Faenzi aveva tutto sommato a portata di vista, si fa davvero taccagna menzione, a vantaggio di catene più lontane ma gratificate da più ampia bibliografia. Non che i filosofi non avessero belle immagini da lasciarci. Come questa proposta da Ridolfi: “Ascolta il filosofo: la terra, dice, non invecchia tutta insieme, come fanno invece gli animali, le piante e gli alberi. Anzi, quando invecchia in una parte, nel medesimo tempo in molte altre riacquista giovinezza e si rinnova. Allo stesso modo in cui gli alberi e gli esseri animali a volte si riproducono, e a volte sono sterili, lo stesso comportamento si verifica nell’elemento della terra: alcune parti sono fertili, anche se di quando in quando soffrono di sterilità e non producono alcunché”. Oggi sappiamo quanto c’è di umana responsabilità in questa alternanza di tempi fortunati e tempi di rapina.

VALERIO FAENZI, SULL’ORIGINE DELLE MONTAGNE
TARARÀ 2006, pp. 182, EURO 14
Erminio Ferrari
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