| Ecorisveglio |
| 12/07/06 |
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Le sei “passeggiate” di Franz Böni Profondità e respiro negli otto racconti dello scrittore svizzero |
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Profondità filosofiche e psicologiche si respirano in Una passeggiata sotto la pioggia alpina, raccolta di otto racconti dello scrittore svizzero Franz Böni, ultimo pubblicato dalla casa editrice verbanese Tararà come numero 30 della collana “di monte in monte”, dedicata alla letteratura di montagna. Il titolo originale, Ein Wanderer im Alpenregen, e più ancora il tema dello spostamento, che coinvolge i protagonisti di tutti i racconti, rimanda alle atmosfere letterarie dei pilastri della produzione elvetica e dell’ambientazione en plein air, come Robert Walser ed Hermann Hesse. Il carrettiere del villaggio, Corvi, La fiera, La sedia nella cancelleria, Silo, Il mercante della valle, Il campo di lavoro e Una passeggiata sotto la pioggia alpina, che nomina la raccolta, sono i titoli dei racconti. Anche al lettore più sprovveduto bastano poche pagine per capire qual è il simbolismo delle passeggiate di Böni. A cominciare dalle levatacce e dalla ricerca che i protagonisti, nel loro andare di viandanti, portano avanti. Si tratta innanzitutto di un’indagine sulla realtà, su quanto la realtà elvetica possa offrire ai subalterni e a chi, per un motivo o per un altro, è emarginato. Un esempio vale per tutti: quello del venditore di elenchi telefonici, che nel percorrere la valle Selmatter e bussando alle porte degli abitanti evidenzia un’inchiesta di tipo sociologico, che ha come modello la carrellata di proprietari terrieri delle Anime Morte di Gogol. Artigiani, piccoli commercianti, anziani di un mondo sorprendente, dove convivono locande intitolate “Al Tiglio” e grossi bicchieri di Sport-Cola, segno di una trasformazione che forse qui più che altrove è meno penalizzante. Un libro che si può definire “bello e terribile”, come i racconti della trilogia di Hesse, e che dà al motivo ancora romantico del Wanderer un’ambientazione quotidiana. Una narrazione, quella dell’inquieto e sradicato Böni, ricca di rivelazioni, che comunicano un déjà-vu che ciascuno ha insito nel profondo come consapevolezza. Quello zoccolo duro che caratterizza l’incontro-scontro tra individui per il dominio dell’ambiente, che, in fondo, è la matrice dell’attrito tra gruppi sociali, quella “lotta di classe”, matrice della storia, che all’alba del terzo millennio si accompagna alla crisi dell’individualità. La logica del “mangiare o essere mangiati”, come ha scritto Lorenzo Scandroglio, redattore della rivista Alp ed esperto alpinista, risulta il cardine della visione del mondo di Franz Böni. Non sappiamo se è per questo che lo scrittore, nato a Winterthur cinquantaquattro anni fa, vive isolato, non concede interviste, evita i media. Una passeggiata sotto la pioggia alpina è pubblicato con il testo a fronte e nella traduzione di Giovanna Wiemer.
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| Paola Giacoletti |
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