"Chiedo soltanto di non essere costretto ad ammirare i lunghi crinali rocciosi, i pantani, i crepacci, le voragini, i meandri delle valli alpine."
Viaggio sul monte Bianco - Chateaubriand
di monte in monte storie studi guide dimorare parole, immagini
 
che cos'è Tararà?
firme
eventi
dicono di noi
come si comprano i libri?
carrello
links
newsletter
contatti

home >> dicono di noi >> A Piero Chiara  
Il Giornale
06/07/09
Dal Papetta al Sergio, il mondo di Piero Chiara
Manzoni e la Dulbecco raccontano in un libro lo scrittore di Luino attraverso personaggi che ne fissano la solitudine
Una vita di frontiera, fatta di spalloni e contrabbandieri, di briganti e fuggiaschi, della piccola borghesia e di personaggi quotidiani. La vita di provincia, appunto. Dell'alta Lombardia, dei cantoni svizzeri oltre il confine, e del lago Maggiore che spesso fa da palcoscenico ai suoi brevi, illuminanti racconti. Al narratore di Luino è dedicato il libro A Piero Chiara "un omaggio in forma di racconti" di Marilisa Dulbecco e Franco Manzoni per le edizioni Tararà, volume che oggi alle 18:00 sarà presentato alla Società Umanitaria di Via Daverio 7, con ingresso da via San Barnaba, per la rassegna "A tu per tu con l'autore".
Protagonisti, una piccola folla di personaggi, veri o verosimili, che con i loro racconti ricostruiscono il clima dei lavori di Chiara: il Papetta, il Ginetto, la barista (la cui bellissima madre finì, oltre che tra le pagine, anche tra le braccia dello scrittore), la prof di latino, la Signora, Sergio il dottore. Tutti idealmente fotografati nei paesini pittoreschi che si affacciano sul Lago Maggiore, "dove ognuno sa tutto di tutti", nel momento in cui li raggiunge, a Capodanno nel 1986, la notizia della morte di Chiara. Il lago diventa così il ricettacolo di ogni storia, lo spartiacque tra il detto e il non detto, lo specchio oscuro in cui affondano i sogni, le paure, i vizi e le virtù di ognuno.
Attraverso i ricordi dei loro personaggi, Marilisa Dulbecco e Franco Manzoni ricostruiscono con grazia e complicità questa insolita, delicata biografia. Di uno scrittore che strutturava le sue storie, degne del miglior Giovannino Guareschi, con quello stile mai insipido, sempre venato di arguzia, di ironia, di un sorriso a volte malinconico, altre spregiudicato, ma mai irrispettoso.
"Nella vita di Chiara - si legge nella prefazione di Raul Montanari - domina un tono: l'inquietudine". Che, nelle parole di uno dei personaggi di Dulbecco e Manzoni, si può chiamare semplicemente solitudine. La solitudine di un uomo che ebbe sempre tante donne vicino a sé e tanti amici con cui dividere risate e memoria, ma che forse non ebbe mai quella che con intelligenza gli autori definiscono una complice. Sino alla malattia che lo divorò, senza mai spegnere quel guizzo d'amore indomabile per il mondo e per l'esserci, lo stare qui. Che in questo libro - nelle storie, nei dialoghi, nelle case attorno al lago, in quei bar fumosi di cui Chiara era assiduo frequentatore - trova un'eco deliziosa.
Valentina Terruzzi
Copyright © Il Giornale
Copyright 2005 © Tararà
C.so Mameli, 55 Verbania 28900 (VB)
P.Iva: 01507430039
cap.soc. 67.600 €